Brexit,cresce l’inflazione nel Regno Unito: aumentano i costi di importazione delle materie prime

By | 16 Ago 2016

La Brexit, inizia seriamente a pesare sull’intera panorama economico del Regno Unito. Nel recente mese di Luglio l’inflazione ha avuto una netta accelerata: il tasso di cambio annuale dei prezzi al consumo ha visto un aumento dello 0,6%, un fattore incrementale decisamente troppo alto secondo le aspettative degli analisti. Già nel mese di giugno l’inflazione aveva toccato +0.5%. Uscire dall’Unione Europea per molti è stato un vero azzardo, la stessa Bank Of England aveva allertato queste possibili problematiche. I costi sarebbero aumentati ed p quello che è accaduto.Soprattutto i costi d’importazione sostenuti dalle imprese sono destinati a crescere.

Il referendum per l’uscita dalla UE è avvenuto il 23 giugno, da quel momento sono passati ormai 2 mesi e la sterlina ha perso ben il 13% rispetto al dollaro.  Come conseguenza, secondo Bloomberg, per tali ragioni la banca centrale non è per nulla tranquilla, si attende infatti che l’inflazione britannica arrivi fino al 2%. La Boe ha comunque iniziato a prendere contromisure, a partire dal taglio dei tassi di interesse – il primo dal 2009 – deciso il 4 agosto alla luce delle stime sul rallentamento della crescita del pil nel terzo trimestre.

L’agenzia Bloomberg sottolinea come ad incidere in modo particolare sull’inflazione siano stati i costi di trasporto, con il gasolio tra le maggiori fonti d’impatto. Ancor peggio è andata ai produttori che si son visti aumentare i costi d’importazione (metalli e composti chimici) fino al 6,5%, mentre le materie prime alimentari hanno sfiorato un rincaro del 10%.

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