Elezioni Usa, ecco cosa succede dopo il super Tuesday: Trump un ciclone

By | 3 Mar 2016

Elezioni Usa – Il ‘super tuesday’ si e’ concluso stanotte negli Stati Uniti e ha confermato alla testa della corsa verso la Casa Bianca Donald Trump per i repubblicani e Hillary Clinton per i democratici. I due, nei 13 stati in cui i cittadini sono stati chiamati a esprimersi, hanno fatto incetta di voti. Il primo ha conquistato 274 delegati rispetto ai 149 di Ted Cruz e agli 82 di Marco Rubio. Hillary invece, 1001 delegati rispetto ai soli 371 di Bernie Sanders. Secondo il noto quotidiano britannico ‘The Mirror’, i repubblicani hanno un problema: Trump non sta andando da nessuna parte e, fortunatamente per lui, neanche i suoi principali rivali. Questo perche’, anche se Trump ha conquistato 7 stati, lo scarto con gli avversari non e’ cosi’ grande da permettergli sonni tranquilli. Ted Cruz ieri ha persino conquistato il popoloso Texas, da cui solitamente provengono un gran numero di delegati repubblicani: 102 rispetto agli 82 di Trump.

Cruz poi ha fatto appello agli altri tre candidati di abbandonare la gara, in modo da non disperdere i voti dei repubblicani e bloccare definitivamente la corsa del magnate biondo. Ma, come osserva il giornale, “gia’ dalla sua voce si poteva capire che neanche lui crede che sia possibile”. Questo perche’ al momento di uno scontro testa a testa alla Convention dei repubblicani di luglio, Cruz non avra’ la stessa capacita’ di persuasione di Trump nel portare gli ultimi delegati ‘indecisi’ dalla sua parte. E’ molto probabile che nessuno invece uscira’ dalla competizione. Con la sua ormai ben nota capacita’ di stupire, Trump ha moderato molto i toni al momento di commentare il successo: “Sono uno che unisce. So che sembra incredibile, ma guardate i risultati- ha detto- io ho vinto in stati in cui i repubblicani non riuscivano da decenni”.

Bernie Sanders sta andando molto bene, ma nonostante la caparbieta’ con cui sta cercando di riacciuffare l’avversaria, Clinton – rispetto a Trump – gode di un ‘bottino’ di stati e delegati molto superiore rispetto all’avversario. Il vantaggio – 1001 delegati contro i 371 di Sanders – le deriva da tre grandi bacini di voto: gli afroamericani, i latinos e le donne. La sfida di Sanders consiste nel fare breccia in questi gruppi sociali. Tuttavia non bisogna dimenticare che Sanders si e’ imposto nel Vermont, nel Minnesota – Stato quasi al 100% abitato da bianchi – e nel Colorado, dove i sondaggi prevedevano uno scontro serrato. Insomma, considerando che le primarie di ieri toccavano principalmente gli stati del Sud – a maggioranza afro e latino americana – Hillary potrebbe avere gli stessi problemi di Sanders a imporsi sul nord ‘bianco’. Un ottimo ‘Super tuesday’ quindi per Trump e Clinton, ma il ballottaggio non e’ ancora definitivamente nelle loro tasche.

Agenzia DIRE – dire.it

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