Impianto di riscaldamento autonomo: vantaggi e svantaggi

di | 21 Giu 2019

Il sistema più utilizzato per il riscaldamento della propria abitazione si dimostra ancora essere quello a caldaia e radiatori. Nonostante l’arrivo del periodo più caldo dell’anno l’attenzione su riscaldamento autonomo si rivela particolarmente importante dal punto di vista del risparmio annuo.

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La caldaia può essere sostituita con un modello ad alta efficienza ma con emissioni inferiori rispetto alle versioni più tradizionali, a minore impatto anche dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Andiamo per ciò a scoprire tutti i vantaggi e gli svantaggi legati all’impianto di riscaldamento autonomo casalingo, soffermandoci anche sull’importanza dei radiatori e dei materiali di realizzazione.

Nuove leggi e aspetti da tenere in considerazione

Il catasto degli impianti termici è regolamentato dal Dpr 551/1999 e dal successivo Dlgs 192/2005, registrando tramite documentazione fotografica lo stato delle caldaie attive presenti sul territorio italiano, monitorando l’efficienza nel rispetto delle norme legislative. Il catasto non è tuttavia presente in tutte le regioni, e proprio per questo risulta importante conoscere tutti gli aspetti legati alle caldaie e ai radiatori.

Per combattere attivamene le emissioni in atmosfera di CO2, provocate dagli impianti termici, si può passare alla sostituzione degli impianti con modelli green ad alte efficienze ma a bassi consumi, i quali incidono significativamente anche sul costo complessivo delle bollette. Gli impianti di riscaldamento autonomi prevedono la sostituzione dei dispositivi di vecchia generazione con caldaie a condensazione, per un risparmio generale fino al 25% dei costi.

La caldaia genera il calore di riscaldamento necessario all’interno di un ambiente, grazie alla diffusione dei radiatori CO2. Il suo costo e le emissioni vanno però ad incidere sul rincaro delle bollette e sull’impatto ambientale.

Vantaggi e svantaggi

Le caldaie a gas, a condensazione, presenta diversi vantaggi se utilizzata con criterio nel rispetto dell’ambiente e del risparmio. Il suo funzionamento di tipologia idraulica consiste in un impianto dei tubi all’interno della parete, raggiungendo i radiatori presenti all’interno dell’abitazione. Il circuito più diffuso è quello a collettori, chiamato anche a ragno.

I vantaggi di questo circuito consistono nell’utilizzo di tubi a piccolo diametro, l’invio dell’acqua a tutti i radiatori in contemporanea, la possibilità di una suddivisione a zone. Gli svantaggi vedono però la necessità di un intervento interno invasivo, comprese diverse tracce a muro. Il circuito monotubo, chiamato anche ad anello, prevede invece una mandata in grado di giungere al primo radiatore, tramite la quale arrivare al secondo, e via elencando.

I vantaggi di questo impianto prevedono un intervento a tracce meno visibile sulla parete, la necessità di un numero di tubi inferiore e di piccole dimensioni. Lo svantaggio più evidente si concentra sull’ultimo radiatore, particolarmente penalizzato dalla distanza che lo separa dalla caldaia. Il trasporto dell’acqua dalla caldaia prevede l’impiego di una pompa elettronica a inverter per la distribuzione uniforme ai radiatori e il vaso di espansione per l’assorbimento delle dilatazioni termiche.

Il fabbisogno termico si calcola in kilowatt o kilocalorie, mentre la caldaia di nuova generazione deve essere installata esclusivamente dal personale tecnico specializzato nel rispetto ti tutte le norme vigenti sulla sicurezza ai fini del rilascio della dichiarazione di conformità dell’impianto (D.m. n. 37/2008). L’obbligatorietà dell’etichetta energetica si riferisce alle caldaie con potenza fino a 70 kW, stabilita dal 2015. Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione sono le diverse leggi regionali istituite sul territorio.

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