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Sesso rischioso: milioni di infetti ogni anno: attenzione alla clamidia, gonorrea e sifilide

Il sesso o per i più romantici l’amore è una delle massime espressioni dell’essere umano, come tale è una delle “pratiche” che pone più a rischio la salute delle persone. I tempi sono cambiati, cosi come anche il sesso è stato sdoganato, i tempi nei quali fare l’amore rappresentava il raggiungimento di un traguardo comune ormai sono andati. Oggi è tutto estremamente veloce, moderno. Il sesso non ha più il valore di un tempo, generalizzando, è diventato uno svago fisico, può piacere o meno ma è la semplice realtà e va accettata come tale.

Tuttavia una delle cose che non è mai cambiata dagli anni 50 è la totale disinformazione sulla tematica, da sempre in Italia manca un educazione sessuale fatta bene, a partire dalle scuole. Ed è proprio la mancanza di informazioni che portano soprattutto i più giovani a trovarsi impreparati o imprudenti durante un rapporto sessuale. La moda più comune e fare sesso senza usare un preservativo, anche e soprattutto quando si incontrano partner occasionali, niente di più terribilmente sbagliato, per qualche ora di piacere rischiate seriamente di mettere in pericolo la vostra salute.

L’allarme questa volta arriva da una fonte autorevolissima, L’organizzazione mondiale della Sanità (OMS). Ogni anno nel mondo sono ben 215 milioni le persone che contraggono malattie sessualmente trasmissibili. Secondo l’organizzazione le colpe vanno principalmente attribuite alla totale assenza di precauzioni, tuttavia sottolinea come tali malattie stiano diventando sempre più resistenti agli antibioticiaumentando di fatto i fattori di rischio contagio.

Per tali ragioni ha deciso di diffondere nuove linee guida per curare le malattie più diffuse: la clamidia (131 milioni di contagiati all’anno), gonorrea (78 milioni) e sifilide (5,6 milioni). Le citate malattie rappresentano oggi le più diffuse soprattutto tra i giovani, quando non vengono curate in modo adeguato il rischio e che possano causare diverse problematiche più o meno serie:  infiammazioni pelviche, aborti spontanei, nascite pretermine, infertilità e in alcuni casi possono portare anche alla morte.

Gonorrea – è una malattia a trasmissione sessuale. Largamente la più diffusa. I termini derivano dal greco, il primo da “gonos”(seme) e “reo” (scorro), il secondo da “blenos” (muco) e “ragoo” (erompo), e si riferiscono al principale sintomo, ovvero le perdite uretrali. I due termini, che nella pratica medica sono sinonimi, coprono anche tutta una serie di manifestazioni extrauretrali: difatti l’infezione può riguardare anche la cervice uterina, il retto, la faringe, e per diffusione ematogena le articolazioni (artrite gonococcica), il fegato (epatite) e il miocardio (miocardite).Delle tre malattie sessuali più diffuse a livello globale, la gonorrea ha sviluppato la resistenza più forte, tanto che sono già stati individuati ceppi multi-resistenti che non rispondono ad alcun antibiotico disponibile. Per questa malattia, ad esempio, le nuove linee guida dell’Oms sconsigliano l’uso di chinoloni, una classe di antibiotici caratterizzata da alti livelli di resistenza. Nei soggetti di sesso femminile, fra i vari sintomi che caratterizzano la gonorrea, si riscontrano: bruciore vaginale, perdite vaginali giallastre, minzioni frequenti, gonfiore delle parti genitali, rossore, prurito. In più della metà delle donne infette tuttavia la malattia risulta asintomatica. L’infezione può diffondersi per via ematica e possono manifestarsi episodi di febbre, tachicardia, vomito,nausea, peritonite, ovarite (processo infiammatorio dell’ovaio). Nei soggetti di sesso maschile la malattia, se contratta attraverso rapporti sessuali attivi, si manifesta dopo un periodo di 2-7 giorni di incubazione, dopo questo periodo si mostrano soprattutto sintomi quali la difficoltà all’emissione di urine: disuria e stranguria. In assenza di trattamento i sintomi possono durare anche mesi prima di normalizzarsi.

Sifilide – È causata da un batterio, il Treponema pallidum, dell’ordine delle spirochete, che si presenta al microscopio come un piccolo filamento a forma di spirale, identificato nel 1905 da Fritz Schaudinn e Erich Hoffmann. Oltre che per via sessuale, il contagio può estendersi al feto, nella donna gravida con infezione recente, attraverso la placenta (trasmissione transplacentare). In tal caso, il feto presenta un quadro di sifilide congenita con malformazioni che possono interessare la cute e le mucose, l’apparato scheletrico, l’occhio, il fegato, il rene e il sistema nervoso centrale. Pertanto, questa malattia può essere contratta nella forma congenita in due modi: prima ancora della nascita, attraverso il sangue materno infetto; oppure alla nascita, durante la discesa nel canale del parto. Comunque, nella maggior parte dei casi, il contagio (possibile fin dalle primissime fasi della malattia) avviene attraverso i rapporti sessuali. I casi di acquisizione della malattia con le trasfusioni sono ormai rarissimi nel mondo, grazie ai controlli accurati che vengono effettuati prima che il sangue sia trasfuso.

L’antibiotico più efficace

“Bisogna necessariamente utilizzare l’antibiotico giusto per cercare di trovare una rapida guarigione,con il giusto dosaggio e nel momento giusto. Tuttavia per migliorare la salute sessuale è fondamentale usare sempre il preservativo, afferma Ian Askew, direttore dell’area Salute riproduttiva dell’Oms. “Per rispettare le nuove linee guida e raggiungere gli obbiettivi sperati, i vari servizi sanitari nazionali devono monitorare i modelli di resistenza agli antibiotici per queste infezioni”

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