La Famiglia ai tempi di Facebook: il genitore deve controllare i figli

By | 11 Apr 2017

Le generazioni cambiano rapidamente, nel giro di dieci anni ci siamo ritrovati spintonati in un mondo che non ci appartiene, ma siamo costretti a viverci per sopravvivere. Le famiglie ad esempio, sono cambiate, gli stessi ragazzini che 20 anni fa giocavano a nascondino, oggi crescono i loro figli con pane, nutella e social network. Si è persa la corretta misura del giusto o sbagliato, si fa fatica anche a gestire se stessi, perchè troppo impegnati con l’ultimo smartphone, figuriamoci se possiamo occuparci in maniera adeguata dei nostri figli.

Stiamo creando dei mostri, ed il paradosso più stravagante, è che sono gli stessi mostri che da piccoli spaventavano i genitori di oggi. Il bulletto della scuola, la ragazzina troppo svampita, il branco sempre pronto a prendersi gioco del più debole. Una volta era un fenomeno presente, ma piuttosto limitato, oggi si è esteso a macchia d’olio. Orde di ragazzini minorenni invadono i social network, giornate intere sprecate a condividere, godersi un mi piace piuttosto che un commento sulla foto fatta in spiaggia.

La famiglia, i genitori controllano poco i loro figli.

Tutto per la gratificazione personale, come se 100 mi piace e 50 commenti rendessero la vita migliore. Ecco cosa stiamo creando, ed è spaventoso. Giovanissimi che spesso basano il loro umore sul pensiero asociale di altri ragazzini. Un concetto che dovrebbe terrorizzare i consapevoli genitori degli anni 80-90, ma che evidentemente a questo punto approvano, perchè? Bhe perchè anche loro stanno vivendo quel progresso di crescita che non hanno potuto vivere in quegli anni per mancanza di mezzi. Passare dal giocare a pallone in cortile a scoprire un mondo social, fatto di youtube, facebook, instagram, curiosità, può effettivamente far perdere il contatto con la realtà.

Inutile nasconderci dietro le finte realtà, è assurdo che su Facebook, social network con oltre 1 miliardo di iscritti genitori continuino a violare la privacy dei loro bambini, spesso neonati, postando questo o quello scatto. La bambina in costume che ha imparato a nuotare, il primo saggio di danza, foto di compleanni. Per quale motivo bisogna condividere gli aspetti così intimi e privati di un bambino se non per soddisfare il proprio ego genitoriale?

Forse è arrivato il momento di essere genitori meno egoisti. Una volta una madre sarebbe stata preoccupata perchè il figlio giocava a pallone sotto il cortile, e magari cadendo si sarebbe potuto fare male. Oggi è un totale menefreghismo, ragazzini lasciati nelle stanze per ore, senza un minimo controllo. Chiaramente la colpa non è mai del mezzo in uso (internet in questo caso), ma la totale mancanza di sensibilità di tanti, troppi genitori, e fin quando loro stessi non decideranno di cambiare, continueremo a creare piccoli “automi 2.0”

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