Melanoma, scoperto come si riproduce: possibile fermare le metastasi in altri organi

By | 25 Ago 2016

L’evoluzione è la base fondante della nostra terra, tanti settori hanno contribuito, contribuiscono e continueranno a farlo per i prossimi secoli. Dal progresso tecnologico a quello architettonico, all’industrializzazione, solo per citarne alcuni. Insomma ogni tassello posizionato nel posto giusto ha reso il mondo per come lo conosciamo oggi. Tuttavia senza la chiave principale tutto questo non sarebbe mai stato possibile. La medicina, se oggi “siamo quello che siamo”, la maggior parte del merito va dato proprio al settore medico. L’evoluzione medica è stata straordinaria, riuscendo a determinare nel corso degli anni la natura dell’uomo. Ha stravolto il termine stesso di vita, riuscendo a “combattere” la stessa trovando cure quasi miracolose per malattie che solo 100 anni fa ci avrebbero ucciso.

Negli ultimi anni grazie anche alla coesione con la biomedicina il settore medico ha portato alla luce scoperte al limite del miracoloso. Oramai non passa un mese senza che riviste scientifiche mostrino in prima pagina l’ennesima cura rivoluzionaria contro questa o quella patologia grave.

Melanoma, scoperte le fasi iniziali: ora è possibile bloccare le metastasi

Un gruppo condiviso di ricercatori tedeschi ed israeliani sono riusciti a scoprire il meccanismo chiave che porta il tumore maligno della pelle a diffondersi agli altri organi del corpo umano. Individuando inoltre il modo per fermare il formarsi della metastasi. Uno dei responsabili della ricerca, il dottor Carmit Levy, ne è certo: «è un passo importante sulla strada per un completo rimedio al più mortale cancro della pelle. L’obbiettivo – ha aggiunto – è che questa scoperta possa aiutarci a trasformare il melanoma in una malattia non minacciosa e facilmente curabile». Una notizia importantissima, considerato che sono migliaia le persone che presentano vari tipologie di melanomi della pelle.

Lo studio sul melanoma: scoperta decisiva

Pubblicato sulla rivista scientifica Nature Cell Biology , lo studio ha dimostrato come il tumore prima di diffondersi ed intaccare gli altri organi emette delle impercettibili vescicole con molecole di acido ribonucleico (microRna). Tali molecole hanno la funzione di preparare gli altri organi ad “accogliere” il tumore. In pratica individuate come le responsabile del cambio morfologico della pelle e dunque del trasporto di cellule cancerose agli altri organi.

Dunque pare evidente che la reale minaccia del melanoma non risieda nel tumore iniziale visibile sulla pelle, piuttosto nella metastasi che si va formando negli altri organi. La ricerca degli scienziati ha preso in esame la fase iniziale della malattia prima che diventasse invasiva, scoprendo come il processo morfologico del derma mutasse rapidamente. Successivamente i ricercatori hanno analizzato cosa fossero tali cambiamenti, quale incidenza potessero avere nello sviluppo della metastasi e quindi quale collegamento esistesse con il melanoma. Bloccando le vescicole è dunque possibile fermare l’avanzata della metastasi.

Punto di svolta è stata la scoperta che – contrariamente a quanto si sapeva fino ad oggi – prima ancora che «il cancro stessa invada il derma, emette appunto minuscole vescicole di microRna e che queste inducono cambi strutturali nel derma stessa per ricevere e trasmettere il tumore alle cellule. Ed oggi ci è chiaro che bloccando queste vescicole, siamo in grado di fermare anche la malattia».

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