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Morbo di Crohn, possibile curarlo con le cellule staminali

Il Morbo di Crohn curato con cellule staminali ricavate dal grasso corporeo? Si, potrebbe essere possibile. Lo ha dimostrato uno studio Europeo e pubblicato sulla rivista scientifica Lancet.

Il morbo di Crohn,  è una grave malattia infiammatoria cronica dell’intestino (MICI) che può colpire qualsiasi parte del tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, provocando una vasta gamma di sintomi. Essa causa principalmente dolori addominali,diarrea (che può anche essere ematica se l’infiammazione è importante), vomito o perdita di peso, ma può anche causare complicazioni in altri organi e apparati, come eruzioni cutanee, artriti, infiammazione degli occhi, stanchezza e mancanza di concentrazione. La malattia di Crohn è considerata una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario aggredisce il tratto gastrointestinale provocando l’infiammazione, anche se viene classificata come un tipo particolare di patologia infiammatoria intestinale. Ci sono prove di una predisposizione genetica per la malattia e questo porta a considerare gli individui con fratelli ammalati tra gli individui ad alto rischio. La malattia di Crohn tende a presentarsi inizialmente negli adolescenti e nei ventenni, con un altro picco di incidenza tra i cinquanta e i settant’anni, anche se la malattia può manifestarsi a qualsiasi età.

Secondo i dati, l’uso di cellule mesenchimali ricavate dal tessuto adiposo (Cx601) potrebbe essere la giusta arma, completamente innovativa per il trattamento locale delle fistole perianali nei malati di Crohn.

I risultati: chiusura delle fistole per il 50% dei pazienti in 24 settimane

Come accade in questi casi lo studio ha visto coinvolti decine di ospedali sparsi in tutto il mondo. tra il 2012 ed il 2015 sono stati analizzati 212 malati di Crohn,tutti affetti da fistola perianale. I soggetti sono stati divisi in due gruppi, uno dei quali curato con le cellule staminali del tessuto adiposo, un secondo gruppo invece con il placebo. I risultati emersi a distanza di 6 mesi sono stati piuttosto evidenti, nei pazienti trattati con milioni di cellule Cx601 le fistole erano completamente cicatrizzate e il trattamento risultava ben tollerato dai pazienti. Secondo gli esperti ci troviamo difronte ad una soluzione decisamente molto efficace che potrebbe in molti casi evitare l’operazione chirurgica.