Notizie Pensioni, Ape Volontaria: quanto dura il prestito della pensione anticipata?

By | 6 Apr 2017

L’Ape volontaria è un flop annunciato in questa ennesima riforma delle pensioni? Probabilmente si, almeno nelle modalità di presentazione della stessa. Inutile fare tanti giri di parole, i costi sono importi, e l’anticipo pensionistico ideato dal governo Renzi, rischia davvero di fare un buco nell’acqua, anche perchè è decisamente più fattibile la strada dell’Ape Sociale.  L’Ape volontaria infatti, consente di accedere all’anticipo della pensione a coloro i quali mancano tre anni e sette mesi per raggiungere i requisiti pensionistici. Tuttavia, tra burocrazia all’italiana, moduli da riempire e spedire online sul nuovo sito dell’Inps, richiesta dello Spid, simulazione online, e sostanziale esborso economico, sembra inevitabile il suo fallimento.

Pur se mascherato dalle tante abili chiacchiere dei Politici, l’Ape in fin dei conti è a tutti gli effetti un prestito, con tutti i relativi costi che ne conseguono. Sembra paradossale che il governo debba trattare con le stesse banche e assicurazioni (che solitamente salva senza batter ciglio) per trarre un prezzo “agevolato”, al fine di non gravare in maniera importante ancora una volta sul pensionato.

Riforma Pensioni: Ape Volontaria, quali tassi di interesse?

Come riporta l’articolo di Valentina Conte su repubblica, una delle principali “falle” dell’Ape volontaria riguarda i tassi di interesse che si andranno a pagare. Innanzitutto il Pensionato dovrà sottoscrivere due contratti, quello con la banca che erogherà materialmente il prestito e l’altro con l’assicurazione (in caso di decesso). Sarà lo stesso pensionato a scegliere quale istituto convenzionato con lo Stato affidare il suo prestito. Il tasso di interesse sarà quello di mercato alla presentazione della domanda. Secondo le stime del Governo il tasso non supererà il 2,5%. Ecco la prima falla, la simulazione è stata fatta a fine 2016, oggi i parametri finanziari sono cambiati e dunque anche gli interessi si sono adeguati. Oltretutto anche le condizioni per accedere all’Ape sono cambiate, posticipato infatti al 1 maggio 2017, con una sola finestra a disposizione per presentare la domanda. La sola nota positiva è che, una volta chiusa la pratica con la banca, il tasso d’interesse non potrà più variare con l’andamento di mercato, e dunque si tratta di un tasso fisso. Tuttavia con l’aumento dell’inflazione le cose potrebbero cambiare, e non dimentichiamoci che accedere all’Ape volontaria, significa sostenere un “muto” per 20 anni, (67-87 anni).

Ape Volontaria? Non tutti i pensionati sono uguali.

Chiaramente non potevano mancare le “condizioni all’italiana”, il classico chi prima arriva meglio alloggia, si rispecchia perfettamente nella tematica Ape Volontaria. Come? Due pensionati con identici parametri e condizioni contributive, potrebbero ricevere con ogni probabilità un trattamento di prestito notevolmente diverso.  In pratica il lavoratore che richiede l’Ape volontaria nei primi mesi avrà condizioni contrattuali e tassi d’interessi migliori rispetto allo stesso lavoratore che richiederà lo stesso trattamento ad esempio a fine 2017. Questo perchè i tassi finanziari delle banche saranno quasi sicuramente peggiorati, aumenteranno le spese e la conseguenza sarà sempre la solita: pagheranno i pensionati!

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