Pensioni 2017 news: ecco decreti per l’uscita anticipata su Ape Sociale e Quota 41

By | 2 Mag 2017

Pensioni oggi news – Salvi imprevisti, a breve, i decreti attuativi sull’Ape e sui lavoratori Precoci dovrebbero ricevere l’approvazione del Governo. Si tratta di un nodo sulle Pensioni molto delicato, a Palazzo Chigi starebbero limando gli ultimi dettagli per far partire in maniera definitiva tutte le misure entro il 1 maggio del 2017. Dunque i decreti attuativi saranno tre, l’introduzione dell‘Ape Sociale (o social), la delicata questione dell’Ape Volontaria e la questione dei lavoratori Precoci. Visti i costi elevati l’Ape volontaria è al momento il nodo da sciogliere più in dubbio, anche se dovrebbe ricevere semaforo verde in tempi brevi. Dopo il consueto iter buricratico i decreti legge saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Pensioni flessibili: focus su quattro decreti

  • l’APE sociale, ovvero il provvedimento di anticipo pensionistico a partire dai 63 anni e con almeno 30 anni di anzianità contributiva, dedicato a chi vive situazioni di disagio in età avanzata;
  • l’APE volontaria, disponibile alla stessa età della misura sociale, ma con 20 anni di contributi. In questo caso il costo ricadrà sul lavoratore che eserciterà il diritto soggettivo all’uscita anticipata;
  • la nuova Quota 41 per i lavoratori precoci, che dovranno aver versato almeno un anno di contribuzione prima dei 19 anni di età, oltre a risultare tra le categorie dei soggetti tutelati dal provvedimento;
  • infine, resta da sciogliere anche il nodo del cumulo gratuito dei contributi, sul quale i tecnici del Governo sono al lavoro per determinare il meccanismo di calcolo rispetto a chi possiede versamenti nelle casse professionali.

Il  nuovo Decreto Ministeriale sull’APE sociale dovrà quindi stabilire le procedure di accesso, e le modalità di presentazione delle domande. Le comunicazioni che l’ente previdenziale dovrà fornire all’interessato in esito alla presentazione della domanda, nonché all’individuazione dei criteri di priorità dell’accettazione delle domane non definiti dalla legge.

Ape sociale: previsti 35.000 richieste

La possibilità concreta di uscire dal mondo del lavoro in maniera “flessibile” e senza costi per il lavoratore, potrebbe lanciare una vera volata alle richieste dell‘Ape sociale, secondo i dati del Governo, potrebbero essere oltre 35.000 i lavoratori che ne faranno richiesta. Discorso diverso per quanto riguarda l’Ape volontaria, considerati i costi elevati difficilmente avrà molto successo. I decreti attuativi non sono ancora pronti e  i sindacati chiedono criteri più flessibili sia sulla data limite per le domande sia sulla continuità dei contributi versati per l’Ape per i lavori gravosi.

CHI PUO’ OTTENERE L’APE?

Ai lavoratori, dipendenti pubblici e privati, autonomi e ai lavoratori iscritti alla gestione separata che si trovino in una delle seguenti condizioni:

1. disoccupati che abbiano finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.

2. assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave.

3. sono invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%

4. lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso all’interno delle seguenti professioni:

– Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
– Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
– Conciatori di pelli e di pellicce;
– Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
– Conduttori di mezzi pesanti e camion;
– Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni ;
– Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza ;
– Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
– Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
– Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
-Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

REQUISITI
Per ottenere l’indennità è necessario avere, al momento della richiesta, i seguenti requisiti:

-almeno 63 anni di età
-almeno 30 anni di anzianità contributiva. Solo per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni
– maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi
– non essere titolari di alcuna pensione diretta.

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