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Allarme Sla: tra vent’anni forte aumento di malati, nel 2040 colpite più donne che uomini

La Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) è una delle malattie neurodegenerative più drammatiche conosciute. Il suo atroce sviluppo è mangiarsi lentamente i muscoli del corpo atrofizzandoli totalmente. La SLA è caratterizzata da rigidità muscolare, contrazioni muscolare e graduale debolezza a causa della diminuzione delle dimensioni dei muscoli. Ciò si traduce in difficoltà di parola, della deglutizione e, infine, della respirazione. 

Nel mondo nel 2015 sono stati circa 200.000 i pazienti malati di Sla. In Italia sono presenti circa 6.000 malati. Purtroppo ad oggi non esiste nessuna cura contro questa malattia, la ricerca nel corso degli anni ha sviluppato enormi passi avanti ed oggi quantomeno è possibile vivere un pochino meglio e magari vedersi allungare la vita di qualche mese/anno. Tuttavia quando la malattia inizia il suo decorso, solitamente attorno ai 60 anni di età, nel giro di pochi anni sopraggiunge la morte.

Sla le previsioni future

Uno studio condotto dal professor Adriano Chiò, responsabile centro ricerche SLA delle Molinette di Torino, non promette nulla di buono per il futuro. La ricerca pubblicata sulla rivista nature è stata eseguita in collaborazione con il dottor Bryan Traynor, medico americano. Tra 20 anni, ovvero nel 2040 i malati di sla nel mondo aumenteranno del 32%, le donne saranno le più colpite (40%). Nel 2015 i malati nel mondo di Sla sono stati circa 200 mila, nel 2040 saliranno a oltre 370 mila. Più vecchio sarà il continente più malati ci potrebbero essere, dunque non ci sarà mai un equa distribuzione. In Europa si prevedono il 20% in più di malati, (da 28.000 a 35.000 casi, con un aumento nelle donne da 13.000 a 16.000 casi) in Cina il 50%. In Africa è previsto 100% di aumento. Gli Stati Uniti vedranno un aumento del 35% (da 21.000 a 30.000 casi).

Lo studio, basato sull’analisi dell’incidenza della malattia in 10 Paesi e regioni del mondo, fornisce informazioni preziose per la programmazione degli interventi sanitari e l’allocazione di risorse a favore dei pazienti con questa malattia.