Ma quale sfortuna, i tumori si formano a causa di mutazioni del Dna

By | 4 Ott 2016

La sfortuna aiuta i tumori? Ecco proprio la sfortuna, un concetto filosofico troppo ampio da comprendere ma perfettamente integrato nella nostra vita. Tutte le volte che qualcosa non ci riesce troviamo la giustificazione nella sfortuna, spesso cosi imponente che diventa quasi una gratificazione. Ti bocciano ad un esame? Colpa della sfortuna, la fidanzata ti lascia? Si ma è colpa della sfortuna. Ecco questi sono solo piccoli esempi di come l’essere umano riesca ad usare la sfortuna come giustificazione ad una propria mancanza.

La sfortuna può essere riportata anche in maniera più profonda, decisamente in situazioni più gravi. Ad esempio quando noi stessi o una persona a noi vicina si ammala di tumore, la prima cosa che pensiamo, bhe è tutta colpa della sfortuna! Questa ipotesi era stata avallata anche in uno studio dello scorso anno, una ricerca pesantemente criticata dalla comunità scientifica che attribuiva proprio alla classica sfiga la comparsa di una patologia tumorale. Anche se in questo caso si trattava di sfortuna medica, legata ad alcune anomale quanto casuali mutazioni genetiche, chiamate appunto”sfortunate”.

Tumori e sfortuna? Mito sfatato

Come accennato qualche riga sopra lo studio dello scorso anno venne criticato su larga scala, per cercare di rimediare da qualche settimana è arrivato un secondo studio che cerca di capire quanto la “sfortuna” possa realmente incidere su patologie gravi come su di un tumore. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature e sviluppato dall’università Utrecht in Olanda  ha provato a sfatare la precedente teoria, analizzando in modo particolare il comportamento delle mutazioni nelle cellule staminali adulte.

I ricercatori hanno quindi studiato le possibili mutazioni del Dna nelle cellule staminali adulte di fegato, intestino e colon di 50 volontari tra 3 e 87 anni, scoprendo come le nuove mutazioni si accumulavano in media di circa 40 l’anno, un numero stabile ed indipendentemente dall’organo o dall’età della persona. Questo, spiega Ruben Van Boxtle, uno degli autori, contrasta con la teoria della ‘sfortuna’. “Siamo stati sorpresi di trovare praticamente lo stesso tasso di mutazioni in organi con incidenza di tumori molto diversa tra loro. Questo suggerisce che la semplice accumulazione di errori ‘sfortunati’ nel Dna non può spiegare la differenza di incidenza, almeno per alcuni tumori”.
Dal punto di vista qualitativo, aggiunge l’autore, qualche differenza nel tipo di mutazioni è stata trovata. “Questo può voler dire che la ‘sfortuna’ gioca qualche ruolo, ma non sappiamo ancora quale”.

 


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