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Turni di notte e incidenza tumori? Lavorare di notte aumenta il rischio cancro

L’organismo umano oggi si trova nella sua massima espansione evolutiva e come tale l’orologio biologico dello stesso ha dei precisi compiti che non possono essere più sovvertiti. O quantomeno qualora lo si facesse il rischio di incorrere in gravi patologie, come ad esempio malattie cardiache o tumorali è molto alto.

Nello specifico trattiamo gli effetti che può avere sull’organismo l’eccessiva esposizione alla luce non naturale soprattutto nelle ore notturne. Bisogna partire da un principio basico. L’uomo ha bisogno di determinate ore di luce (sveglio) e determinate ore di buio(sonno), mediamente sono divise equamente in 12 per essere attivi e 12 per dormire. Quando accade che le ore di luce diventano eccessive si rischiano serie patologie. Ci sono due geni che regolano la caratteristica dormi-veglia, sono presenti nella zona cerebrale e si chiamano Bmal1 e Per2. Questi due geni hanno la funzione di orologio biologico, gestiscono come fossero lancette molte cellule del corpo. Sono di fondamentale importanza nel dirci quando, come e quanto dobbiamo riposare o rimanere svegli.

Quando lavoriamo di notte o ancor peggio passiamo il tempo svegli davanti ad uno smartphone cosa accade? Bhe con il passare davanti ad una luce artificiale, lanciamo dei segnali sbagliati al cervello. Con il passare del tempo i due geni regolatori ricevono segnali di luce in orari inusuali,il ritmo regolare viene spezzato, i due geni si danneggiano e la funzione dormi.veglia resta senza protezione.

Come mai il rischio tumori?

Come è possibile ammalarsi di tumore? Gli scienziati del Mit di Boston, gli autori dello studio, hanno condotto degli esperimenti su topi da laboratori. Gli stessi hanno evidenziato una spetto molto grave. I due geni Bmal1 e Per2, hanno anche un secondo compito fondamentale, regolano le funzioni di un terzo gene, chiamato C-myc, quest’ultimo ha lo specifico compito di regolare la crescita e la diffusione delle cellule del corpo. Quando i due geni principali si danneggiano, il gene C-myc perde la funzione di controllo e rilascia una quantità eccessiva di cellule, alla lunga queste cellule possono ammassarsi e creare delle gravi forme tumorali. Nei topi ad esempio sono stati riscontrati gravi forme di cancro ai polmoni.

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