Pensioni 2017, Cgil: Ape Sociale, criticità sulle uscite anticipate

By | 30 Mar 2017

Pensioni, Opzione donna, lavoratori precoci, Ape, quante volte al giorno sentite queste parole? Probabilmente tante, troppe. Sono anni che il nodo sulle pensioni non si riesce a sciogliere in maniera definitiva, continui braccio di ferro tra i Sindacati e il Governo, che proprio non riescono a giungere ad un accordo chiaro e definitivo. Negli ultimi giorni nel panorama Riforma delle Pensioni si è parlato molto dell’ Ape, sia nella forma sociale (Ape Social), sia nella sua forma classica, (Ape volontaria), per i più disorientati, si tratta dell’Anticipo Pensionistico. 

Ape Sociale, CGIL: Maggiori aperture

L’Ape Sociale, dunque permette a chi ne ha diritto di accedere alla pensione anticipata senza gravare economicamente sui lavoratori disagiati. Mentre l’Ape Volontaria non sembra proprio percorribile per i suoi costi elevati. Il Governo, attraverso il Ministro del Lavoro, Poletti, ha deciso che ci fosse una sola finestra utile per presentare domanda, dal 1 maggio al 30 giugno, per chi matura i requisiti entro il 2017, mentre per il 2018 la data limite sarà anticipata a marzo. A chiedere l’Anticipo potranno essere soggetti in condizioni di disagio (disoccupati che abbiano esaurito la disoccupazione da almeno tre mesi, invalidi civili con almeno il 74 per cento di invalidità, dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro gravoso), con almeno 63 anni di età e 30 di anzianità contributiva.

Secondo le sigle sindacali ci sono ancora molti punti da chiarire; Al tavolo consultivo hanno partecipato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Secondo Roberto Ghiselli, Segretario confederale CGIL :”Restano alcune criticità, abbiamo espresso le nostre perplessità al Ministro, in maniera particolare sul come si vuole procedere. Fissare una data limite per presentare la domanda, il criterio dei sei anni di lavoro continuativo nelle attività  gravose, che rischia di escludere interi settori come l’edilizia; l’impossibilità, per i lavoratori disoccupati per scadenza del contratto a termine, di rientrare fra i lavoratori precoci o nell’Ape sociale. Argomentazioni che non ci trovano d’accordo”.

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