Una buona colazione aiuta nel rendimento scolastico: Voti più alti

By | 12 Set 2016

Una corretta colazione, lo pensano 9 mamme italiane su 10, ha un impatto positivo sul rendimento scolastico dei propri figli. È uno dei risultati più interessanti emersi dall’indagine “Le mamme e la colazione dei figli in età scolare” realizzata dall’Osservatorio Doxa-Aidepi “Io comincio bene” su un campione rappresentativo di 500 mamme con figli tra i 3 i 18 anni, presentata in occasione della riapertura dell’anno scolastico.

Si tratta infatti di una percezione supportata dal parere della scienza: numerose pubblicazioni hanno messo, in questi ultimi anni, in relazione un’adeguata prima colazione con una maggiore capacità di memoria, un miglioramento del livello di ascolto e comprensione, e con la capacità di risolvere problemi matematici (Cueto 2001, Fanjiang 2007, Pivivk 2012). Ma non solo.
Un recente studio dell’università di Cardiff è arrivato ad associare un buon primo pasto della giornata con migliori voti a scuola, fino a due volte più alti, rispetto ai bambini che la saltano. Una ragione in più per ascoltare quello che i nutrizionisti ripetono da decenni: mai saltarla! Sempre secondo i risultati di questa ricerca voluta dall’Osservatorio Doxa-Aidepi, sembra che le cose da noi non vadano poi così male: i bambini italiani prima di andare a scuola fanno colazione quasi tutti i giorni (93% tutti i giorni, 6% 3-4 volte a settimana) e preferiscono, come dovrebbe essere, consumarla a casa. “Noi medici- spiega Luca Piretta, nutrizionista gastroenterologo e docente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma- lo ripetiamo da anni. Prima di andare a scuola i bambini e i ragazzi non dovrebbero mai saltare la colazione o farla in maniera insufficiente o inadeguata. Dovrebbero iniziare con la giusta dose i carboidrati, bere sempre qualcosa e non dimenticare le fibre… Che le mamme italiane abbiano recepito il messaggio è un buon inizio, anche perché l’educazione a un corretto stile alimentare della giornata inizia proprio dalla scelta della giusta colazione, anche in base all’età del ragazzo”.

torta_mele_dolciMa cominciamo con ordine. Cosa mangiano i bambini e i ragazzi tra i 3 e i 18 anni prima di andare a scuola? Fanno un primo pasto all’insegna del dolce. A farla da padrone i biscotti (75% delle preferenze), seguiti da cereali da prima colazione, muesli e riso soffiato (58%), dolci fatti in casa(43%) e merendine (38%). Yogurt, classico o alla frutta, per il 32%. Mentre un bambino su quattro (25-27%) scegliepane o fette biscottate con creme spalmabili, marmellata o miele. Per tutti la bevanda preferita al pasto del risveglio è il latte: bevuto da solo (50%) o con aggiunta di polveri al cacao (43%), o con un po’ di caffè, soprattutto per i più grandi, nel classico caffelatte (32%) o cappuccino (23%).Succhi di frutta e spremute confezionate (26%) o fresche (20%) completano il quadro delle bevande più ricorrenti. E la frutta? Il suo consumo è un’abitudine solo per il 18% del campione. “Buona la scelta di una colazione dolce a base di cereali, che danno energia per tutta la mattina e apportano zuccheri a lento rilascio. Sì anche al latte, perché garantisce la quota di proteine e grassi utili a stimolare il senso di sazietà, e contiene inoltre buone quantità di calcio e fosforo molto biodisponibili. Ancora troppo bassi invece i consumi di frutta: sarebbe importante proporla regolarmente fin dal primo pasto della giornata, magari provando con spremute, oppure preparando una sorta di dessert con lo yogurt”, continua Piretta, nutrizionista gastroenterologo e docente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

LE BUONE ABITUDINI: IL MENÙ A COLAZIONE VARIA PER 8 BAMBINI SU 10

aranceScorrendo i risultati della ricerca vediamo anche che l’85% delle mamme tende a variare il menù a colazione. Si cambia soprattutto in base alla stagione (37%), per non rendere i bambini troppo abitudinari e far provar loro nuovi sapori e consistenze (29%), ma anche in base alle richieste dei figli (23%) e, molto meno, in rapporto alle età (11%). “Corretto proporre alternative diverse a colazione- commenta Piretta- il principio che dovrebbe guidare le mamme è far coincidere tre esigenze: prestare attenzione al fabbisogno nutrizionale adeguato, proporre solo frutta di stagione e rispettare i gusti del bambino. A differenza degli altri pasti, se un bambino preferisce una tipologia di colazione, se corretta dal punto di vista nutrizionale, lo si può assecondare e proporre gli stessi prodotti anche tutto l’anno. Importante però accorgersi subito se il bambino si stanca e, a quel punto, proporre alternative”.

MAMME ITALIANE: QUANTA CONFUSIONE SU CALORIE E ESIGENZE DEI BAMBINI A COLAZIONE

biscotti_colazione_caffeAnche se 7 mamme su 10 dichiarano di leggere con attenzione l’etichetta nutrizionale dei cibi che portano in tavola, nella realtà fanno molta confusione sul peso della colazione nell’ambito del piano alimentare giornaliero, sulla quantità di calorie e sulla tipologia di nutrienti che dovrebbero comporla. Curiosamente sovrastimano il peso percentuale della colazione rispetto a quello degli altri pasti (solo una mamma su quattro, 25%, sa che la colazione dovrebbe assicurare circa il 20% delle calorie giornaliere di cui ha bisogno il proprio bambino, mentre il 75% delle mamme italiane pecca invece per eccesso: la metà circa indica tra il 20 e il 30%, mentre il 25% risponde addirittura oltre il 30%) e sottostimano la quantità di calorie necessarie perché sia adeguata alle necessità del proprio bambino (1 mamma su 2 ritiene adeguata una colazione tra le 150 e le 300 kcal per un bambino normopeso di 6-10 anni, mentre l’importo corretto varia tra le 300 e le 450 calorie). “Rimandate” anche sulla ottimale ripartizione dei nutrienti per la colazione ideale dei propri figli: circauna mamma su due ritiene, a torto, che debba essere composta principalmente da proteine, seguite da carboidrati e, infine, grassi. Mentre la formula perfetta è e resta: 70% carboidrati, 20% proteine e 10% grassi, continua l’Osservatorio Doxa-Aidepi.

IL NUTRIZIONISTA: “IMPORTANTE CONOSCERE LE CALORIE DEGLI ALIMENTI”

mukki centrale latte“É normale e comprensibile- commenta il prof. Piretta- che si faccia fatica a stare dietro a concetti non immediati e intuitivi come quelli della nutrizione umana, ma è importante che le mamme cerchino di avere qualche nozione in più di educazione alimentare e che sappiano regolarsi sul valore calorico degli alimenti che portano in tavola, per non eccedere nelle quantità e per poter rispondere in modo adeguato alle esigenze nutrizionali dei figli”. Per aiutarle a districarsi tra numeri e percentuali, Luca Piretta propone due idee di menù pensate per bambini di età diverse: “Un menù intorno alle 400 kcal, indicato per un bambino di 6-10 anni, può essere composto da una tazza di latte parzialmente scremato da 150 cc (o uno yogurt magro alla frutta senza zucchero), una fetta di pane tostato con marmellata o miele, due biscotti con i cereali e una spremuta d’arancio o un kiwi. Per un ragazzo tra gli 11 e i 18 anni, con un fabbisogno calorico giornaliero complessivo tra le 2500 e le 3000 calorie, si potrebbe proporre una colazione tra le 500 e le 600 kcal composta da una tazza di latte parzialmente scremato da 200 cc con aggiunta di cereali (80 gr) oppure tre fette biscottate con marmellata (da alternare un paio di volte a settimana con crema spalmabile), due o quattro biscotti frollini, una spremuta d’arancio o un kiwi”, conclude Piretta.

Agenzia DIRE, www.dire.it

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