Home Sport Wimbledon 2016, trionfa Murray: lo Scozzese è troppo forte per Raonic

Wimbledon 2016, trionfa Murray: lo Scozzese è troppo forte per Raonic

Tutti si attendevano una super finale Federer – Murray, ma alla fine un grande Raonic e qualche grossolano errore dello svizzero lasciano il centrale con l’amaro in bocca, pur senza togliere nulla al canadese. Il centrale di Wimbledon è vestito a festa come nelle grandi occasioni, il proverbiale quanto composto pubblico londinese lascia spazio a qualche esultanza di troppo. La gara nel complesso non ha avuto storia, Murray l’h dominata dall’inizio alla fine, come da pronostico, Raonic, è sembrato timoroso, ha sbagliato meno che contro Federer, ma allo stesso modo è stato poco incisivo con il servizio (meno di 10 ace) e soprattutto le discese a rete sono state decisamente superficiali. Vince lo scozzese, con un netto, 6-4, 7-6,7-6, e per quanto i due tie-break possono rendere l’idea di una partita lottata, in realtà i servizi di Murray sono volati via con estrema scioltezza, mentre Raonic ha concesso una decina di palle break, poteva finire molto prima. Nel complesso il match contro il canadese Milos Raonic è durata due ore e cinquanta minuti, il gigante buono ci ha provato ma Murray , voleva vincere, si è dimostrato più forte e alla fine ha vinto. Troppi, tanti gli errori fatti del Canadese, alla fine ha pagato i troppi errori nello scendere a rete sistematicamente e quindi venendo infilato da Andy. Alla fine nel match è stato decisivo un solo break, nel settimo gioco del primo set, e dalla migliore gestione mentale e fisica dei due tie break, in cui Raonic come contro Federer ha pagato la tensione. Nel primo set Raonic è partito male al servizio, ha concesso presto il break che è valso un comodo 6-4, impeccabile al contrario sul suo servizio. Il canadese ha provato ad alzare la qualità della battuta restando in vita fino al 6 pari solo perché Murray ha sprecato almeno un paio di occasioni. La differenza, però, oltre la superba capacità in risposta dello scozzese, forse inferiore solo a quella di Djokovic, l’hanno fatta anche i passanti sempre precisi e sempre troppo bassi per le lunghe leve del canadese. Il match si è chiuso quando Raonic ha affossato grossolanamente in rete una comoda volée del primo punto del tie-break, poi ceduto 7-3. Dunque, Raonic si è arreso dopo 2 ore e 47 minuti, ma la sensazione era  che avesse alzato bandiera bianca molto prima. Il punteggio finale dimostra quanto la strada del ricambio generazionale sia ancora lunga e mette in dubbio che a compierla per primo possa esser proprio Raonic.