Compromesso di vendita: in che cosa consiste e quando si effettua?

di | 4 Giu 2020

Un acquisto immobiliare è sicuramente un’esperienza molto complessa. Riuscire a comprare ed essere proprietari di una casa è un desiderio che molte persone hanno, ma dove ci sono richieste specifiche. Infatti, sono tante le truffe che rendono vittime centinaia di utenti ogni anno. Il motivo è anche l’eccessiva fiducia che si ha verso il privato che pone in vendita una proprietà. Inoltre, i prezzi che sono molto convenienti devono far diffidare.

Cosa ci dice la legge? Praticamente, prima di comprare un qualsiasi immobile, deve essere presente un compromesso di vendita. Le due parti, quali il venditore dell’immobile e l’acquirente, decidono di porre per iscritto la decisione dell’acquisto. In questo modo entrambi riescono ad avere la sicurezza di una tutela legale. Il cliente “ferma” la vendita dell’immobile. Mentre il venditore ha la sicurezza di avere già un acquirente per la propria casa.

A cosa serve

Parliamo nel dettaglio a cosa serve esattamente il compromesso di vendita, a chi è utile e come ci aiuta la legge. I vantaggi del cliente sono:

  • Tutela legale
  • Blocco dell’immobile che gli interessa
  • Proposta di vendita
  • Contratto di vendita futura

I vantaggi per il venditore sono:

  • Valutazione della proposta di acquisto
  • In caso di mancato saldo o di lunghi tempi di saldo finale da parte del cliente, il venditore trattiene l’acconto e può rimettere in vendita la casa
  • Sicurezza di una vendita futura

In entrambi i casi ci sono comunque delle prospettive di tutela legale. Questa è la cosa importante. In realtà la legge consiglia questo meccanismo di compravendita per riuscire a tutelare entrambe le parti. Tuttavia, se le parti contraenti desiderano eseguire un contratto diverso, nessuno glielo impedisce.

Gli obblighi del compromesso di vendita

Cosa deve essere presente in un contratto di vendita preliminare, cioè di compromesso di vendita? All’interno di questo tipo di contratto, deve esserci:

  • Prezzo finale
  • Valutazione economica dell’immobile
  • Descrizione immobiliare
  • Attestazione di conformità
  • Planimetrie catastali
  • Classe energetica
  • Regolamenti condominiali, se ci sono
  • Canone della spesa condominiale

A questo punto, il cliente riesce a valutare esattamente ogni singolo elemento della proprietà che gli interessa. In caso mancano delle informazioni sopra elencate, anche se avete firmato il compromesso, lo potete rendere nullo. Se infatti la casa ha bisogno di una ristrutturazione, ma questa non è stata “evidenziata” in tale contratto, allora può richiedere il recupero del saldo.

Il notaio è fondamentale?

Cosa fare quando si ha intenzione di stipulare un compromesso di vendita? In verità, questo tipo di contratto, rientra in quei documenti che sono considerati “scritture private”. Praticamente gli utenti possono non avere bisogno del notaio, ma attenzione che ci sono delle regole fissate.

Non basta l’autocertificazione. Devono essere presenti le caratteristiche sopra elencate. Ci deve essere la firma da entrambe le parti, più due testimoni che non hanno parentele con le parti. Il versamento dell’acconto deve essere tracciabile e non in contanti.

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