Libero dopo 40 anni di prigione: era stato arrestato per sbaglio

By | 6 Dic 2017

La vicenda di Craig Coley, un americano di 70 anni, ha fatto il giro del mondo. Nel 1978 era stato arrestato con l’accusa di aver brutalmente ucciso sua moglie ed il figlio piccolo: le due vittime erano state trovate in casa soffocate, picchiate e stuprate senza alcun ritegno.

Gli inquirenti a quell’epoca, senza prove mirate, avevano deciso che l’uomo fosse il vero colpevole ed il giudice lo condannò all’ergastolo. In questi anni l‘americano Craig si è sempre dichiarato innocente, cercando di far leva sul fatto che venissero riaperte le indagini e che fosse trovato il vero colpevole.

Mike Bender è uno dei detective che ha sempre creduto che questa storia non fosse completa: nel 1989 decide di esaminare il fascicolo. Parlando con gli altri colleghi scopre che sono in molti a credere Craig innocente.

Il detective non vuole arrendersi e decide di far firmare una petizione al fine che il caso venga riaperto il prima possibile. Dopo aver ottenuto la riapertura del caso, Bender fa riesaminare le poche prove: emerge che il DNA dell’uomo non sia mai stato trovato sopra i corpi delle povere vittime. Inoltre, nessuna prova riconduce Craig come l’assassino.

Grazie al lavoro fatto dal detective, il caso viene passato al tribunale che decide per la scarcerazione immediata dell’uomo. Ma le belle notizie non finiscono qui: lo stesso detective ha aperto una raccolta fondi al fine che l’uomo possa avere qualcosa per ricominciare la sua vita, in maniera dignitosa.

Dopo i festeggiamenti avvenuti con chi gli ha salvato la vita, Craig ha un ultimo desiderio: vuole venga trovato il responsabile dell’omicidio di sua moglie e del suo bambino, che sono stati brutalmente abusati sessualmente ed uccisi. Nonostante questo traguardo positivo, dice che non avrà mai pace per quanto successo a lui e la sua famiglia.

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