Pozzetto sifonato: cos’è? Dove viene utilizzato?

di | 6 Lug 2020

Uno degli elementi più importanti del sistema di fognatura è il pozzetto sifonato, fondamentale per la gestione delle acque nere perché è un elemento che va a creare una vera e propria barriera liquida.

In questo modo, grazie al suo utilizzo, si vanno a bloccare gli odori cattivi che potrebbero provenire dalle fognature: il pozzetto sifonato, infatti, ferma le parti solide che scorrono nelle fogne, evitando così che queste si intasino. Proprio per questo il pozzetto è solitamente realizzato in modo che possa essere aperto e pulito periodicamente, così da eseguire una manutenzione che ne permetta il corretto funzionamento.

Come è fatto un pozzetto sifonato

Il pozzetto sifonato si trova solitamente sotto il pavimento del bagno, ed è composto da un contenitore in piombo chiamato scatola sifonata, che è generalmente formato da tre ingressi in entrata e uno in uscita: quelli in entrata sarebbero le utenze del bagno – bidet, lavandino, doccia o vasca –, mentre quello in uscita appartiene al wc.

Sul pavimento il pozzetto sifonato è coperto da un tappo a vite con tre piccoli fori, e da una piastra con vite che poggia a livello del piano del pavimento: tramite queste viti è possibile smontarlo e pulirlo all’occorrenza.

Tipologie di pozzetto sifonato

Esistono diverse tipologie di pozzetto sifonato, in base alla funzione che devono avere all’interno della casa: il più diffuso, come abbiamo accennato in precedenza, è quello che gestisce le acque nere, e presenta una sifonatura che avviene tramite l’immersione della curva a squadra del canale di uscita nel liquido che resta all’interno del pozzetto. Questo permette alla materia solida di depositarsi direttamente sul fondo nell’impianto, evitando così l’intaso della fogna.

Una variante di questo sistema è il pozzetto con un sifone a campana, pensato appositamente per essere sfilato e pulito a piacimento: questo sistema, solitamente, è usato nei piazzali delle abitazioni o nelle strade pubbliche, al fine di poter raccogliere l’acqua piovana.

Questo tipo di sifone a campana viene usato anche nelle zone con costruzioni vecchie, in cui le fognature di acque bianche erano spesso soggette a ricevere anche scarichi neri: in questo caso il sifone a campana si riempie di acqua, e così riesce a chiudere verso l’esterno tutti i cattivi odori, a patto che periodicamente venga rimosso e pulito, per liberarlo del materiale indesiderato.

Accessori utili al mantenimento

Per consentire al pozzetto sifonato di lavorare al massimo delle sue capacità, spesso è utile accompagnarlo da una serie di accessori, che possono essere applicati direttamente all’interno dell’impianto per aiutarlo a trattenere eventuali detriti.

Uno dei più utilizzati è il raccoglifoglie: queste, infatti, potrebbero andare a intasare i pozzetti di acque nere e i tubi di scarico. Grazie a questo accessorio, invece, l’acqua pluviale scorrerà senza intasamenti tramite un sistema di pendenze ben studiate: affinché funzioni, infatti, questo accessorio deve essere montato al di sopra della linea di galleggiamento, evitando il contatto tra i detriti e l’acqua.

Un porta sifone, invece, aiuta quando il pozzetto va installato su griglie di ghisa che in origine non erano pensate per un alloggiamento di questo tipo, mentre l’antiratto va a bloccare la fuoriuscita di ratti dal sistema fognario, e potrebbe essere molto utile in ambienti con problematiche ti questo tipo.

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