Pavimenti laminati pro e contro: quando convengono davvero?

di | 26 Set 2019

Il pavimento laminato nasce negli anni ’90 come sostituto economico del famoso parquet. Si è diffuso in breve tempo, sul mercato, migliorandone la qualità e i rivestimenti soprattutto nel campo dell’edilizia. Il laminato è composto da legno e presenta una superficie stampata e coperta da una pellicola trasparente.

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Costituito da fibre compresse di legno, utilizza tutti i materiali di scarto dell’albero, e lega tra loro le fibre con resine pregiate. Su questo strato viene applicata una patina sottile di plastica stampata, ad alta risoluzione, che ne riproduce fedelmente le venature e i colori del legno originale. È proprio per questo motivo che prende il nome di finto parquet.

Quando si cammina su un pavimento laminato, a piedi nudi non si avverte la sensazione di freddo tipica del porcellanato. Viene per questo motivo considerato una versione sintetica del parquet, una soluzione alternativa al legno che però presenta vantaggi e svantaggi.

Pro e contro del pavimento laminato

I principali vantaggi della scelta di un pavimento laminato riguardano principalmente il ridotto costo, in quanto si tratta di materiali economici rispetto al costoso parquet, la resistenza, la facile manutenzione per pulizia e igiene, e il fatto che sia facilmente adattabile all’arredamento degli ambienti e impermeabile.

Per una ristrutturazione si preferisce, spesso, installare un pavimento laminato, in quanto più economico rispetto al tradizionale parquet, più facile e veloce da mettere in posa. I laminati non sono sinonimo di bassa qualità bensì oggi grazie alle nuove tecnologie, sono trattati in modo da essere resistenti all’usura delle scarpe e ad ammaccature.

Il laminato è anche più facile da pulire, basta lavarlo con acqua e detergente. Quelli presenti sul mercato sono antimacchia, per cui qualsiasi prodotto dovesse cadere sopra restano sempre puliti. Possono anche essere puliti con appositi macchinari a vapore, specie se collocati all’interno di attività commerciali. Non richiedono cera o rigenerazione, tipico invece dei parquet.

Un altro vantaggio è la resistenza ai graffi e all’acqua. La tecnica di verniciatura che viene applicata, lo rende facile anche da rimuovere laddove sia necessario farlo in tempi brevi. È antistatico, elimina l’elettricità statica, con uno spessore facilmente adattabile all’ambiente dove andrà posizionato, a seconda delle esigenze ed inoltre resistente all’umidità. Si presenta in diversi colori che ne riproducono i materiali come pietra, marmo, o ceramica.

Ai numerosi vantaggi però, si affiancano gli svantaggi.

La versione sintetica del parquet riproduce in modo fedele il legno ma non le sue caratteristiche come le varietà di nodi, venature o irregolarità tipiche del legno. Il vero legno naturale, infatti, è in grado di attutire il tonfo di un oggetto che cade, cosa che il laminato non è in grado di fare, amplificandone il rumore. In caso di danneggiamento della superficie del laminato questa non può essere riparata in alcun modo, ma va necessariamente sostituita.

Seppur il laminato possa reagire bene all’umidità, si tratta sempre di fibre di legno e se sottoposte per lunghi periodi all’azione dell’umidità, questa tenderà a rovinare il pavimento. Pertanto occorre isolare la superficie sulla quale verrà poggiato il laminato con un “materassino”.

Quando conviene scegliere un pavimento laminato?

Dopo che abbiamo esaminato vantaggi e svantaggi nella scelta di un pavimento laminato in favore di un parquet, possiamo dire che è consigliabile scegliere un laminato quando si vuole risparmiare senza tralasciare la qualità, in presenza di pavimenti esposti all’usura e laddove è necessaria una manutenzione semplice e veloce.

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