Fari supplementari: cosa sono? A cosa servono?

di | 17 Giu 2020

Più illuminazione vuol dire più sicurezza, soprattutto per chi deve compiere tanti chilometri guidando di notte: proprio per questo sono sempre più gli automobilisti convinti che installare dei fari supplementari sul proprio mezzo sia un sistema ottimo per incrementare la sicurezza del proprio veicolo.

E non hanno torto: aggiungere degli abbaglianti extra, o dei fendinebbia in più, può davvero essere una salvezza in caso di tratti particolarmente bui o di un tempo particolarmente avverso. Pertanto, è evidente che siano un valore aggiunto, nel senso più ampio della parola.

A cosa servono i fari supplementari

Avere dei buoni fari sulla propria vettura è fondamentale non solo per vedere la strada e gli eventuali ostacoli, ma anche per essere individuati dagli altri automobilisti. In alcuni casi in particolare, quindi, come per esempio sui camion che percorrono grandi distanze durante la notte, o le moto che hanno dei fari meno potenti delle macchine, è fortemente consigliato utilizzare dei fari supplementari che vadano a rafforzare l’illuminazione del proprio mezzo, nel rispetto delle norme previste dal codice della strada.

È possibile scegliere fra tre tipologie differenti di fari supplementari:

  • Fari Alogeni: nonostante siano nati negli anni ’60 sono ancora molto utilizzati. Sono distinguibili dalla lettera H e sono equipaggiati con lampade a incandescenza dove, nel bulbo, s’inserisce una sostanza che aumenta la luminosità e la durata.
  • Fari allo Xeno: figli degli anni ’90, sono caratterizzati da una lampadina che non ha filamento, ma che viene riempita con il gas xeno (da cui il nome) per innescare un arco elettrico molto luminoso, che migliora di molto le condizioni di visibilità. Le lampadine sono indicate dalla lettera D, e si distinguono per la tipica illuminazione bluastra.
  • Fari a LED: sono l’ultima frontiera dell’illuminazione, e sono appunto costituiti da gruppi compatti di led ad alta luminosità. Sono molto convenienti perché assorbono pochissima energia e hanno una durata molto elevata, oltre a fornire un’illuminazione forte e uniforme.

Che cosa dice la Legge?

Esistono delle norme che regolano l’aggiunta di fari supplementari, in particolare relativamente all’intensità extra concessa e alle zone in cui è vietato utilizzare un’illuminazione aggiuntiva troppo forte.

Nonostante questo, però, la normativa risulta ancora piuttosto complessa e poco chiara. Prendiamo il caso, per esempio, dei fari supplementari anteriori fendinebbia: la legislazione di riferimento è l’ Art. 151, comma C (del Codice della Strada), in cui si definiscono tali fari come “Dispositivi atti a migliorare l’illuminazione della strada in caso di nebbia, caduta di neve, pioggia o nuvole di polvere”. Questo però va a scontrarsi con la sentenza della Corte di Cassazione n. 534, secondo cui “Non commette alcuna violazione il conducente che di notte guida con i fari anabbaglianti e gli antinebbia accesi”.

Attenzione, quindi, al tipo di modifiche che volete apportare alla macchina nel campo dell’illuminazione: prima di procedere con l’installazione di fari supplementari è meglio contattare le autorità competenti e chiedere, nello specifico, se quello che vogliamo aggiungere alla nostra vettura è legale, prima di andare incontro a spiacevoli conseguenze come multe o diminuzione dei punti sulla patente.

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