Il martire scorticato vivo: scopriamo la vita di San Bartolomeo

di | 30 Ago 2019

San Bartolomeo è una delle figure più evocative e suggestive che la tradizione cristiana ricordi, tanto da divenire uno dei simboli lampanti della fede cristiana. Infatti il culto di San Bartolomeo è molto diffuso in Italia: protettore dei calzolai, commercianti di pelle e macellai, viene festeggiato il 24 agosto ed è patrono di Benevento. Michelangelo Buonarroti nel Giudizio Universale fornisce una delle immagini più crude ed affascinanti del martire, scorticato vivo e crocefisso dai sacerdoti pagani.

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San Bartolomeo nasce nel I secolo d. C a Cana di Galilea: di lui poche sono le notizie contenute nei testi canonici, che contribuiscono nel delineare un ritratto scarno e basilare della figura del santo. Il suo nome significa letteralmente “figlio di Talmai”; nel Vangelo di Giovanni viene ricordato anche con il nome di Natanaele (“dono di Dio”) , anche se molti studiosi dubitano sull’identificazione dell’apostolo. In alcuni Vangeli apocrifi viene narrata la guarigione di San Bartolomeo da infante: egli, infatti, grazie all’intercessione di Maria, venne posto sul letto di Gesù e guarì miracolosamente. Probabilmente san Bartolomeo era un pescatore, come quasi tutti gli apostoli, ed inoltre un grande amico di Filippo. Tuttavia, dietro queste notizie brevemente accennate, si nasconde un ligio seguace di Gesù Cristo, spesso celato da figure più prominenti. Emblematica è la chiamata dell’apostolo: dopo un’iniziale atteggiamento di scetticismo,  l’uomo è in grado di riconoscere in Gesù il Messia, tanto da professargli la propria fede.

Dopo questo breve episodio, i Vangeli non narrano altro sulla personalità di San Bartolomeo: pochi accenni sono contenuti negli Atti degli Apostoli, dove viene nominato assieme ai nomi degli altri apostoli. Alcune fonti  raccontano di alcune sue peregrinazioni in diverse regioni del Medio Oriente, dove avrebbe attirato le ire dei sacerdoti presenti nella zona, ma di queste non vi è traccia né attendibilità certa.

Le leggende lo vedrebbero impegnato in opere missionarie in Armenia, India e Mesopotamia, dove avrebbe convertito anche il re suscitando, però, il furore dei sacerdoti pagani che avrebbero comandato il raccapricciante martirio: egli venne scorticato vivo e crocefisso. Nell’iconografia tradizionale viene raffigurato con la propria pelle in mano, ma anche con un coltello e con la Bibbia. Celebre è, infatti, l’affresco di Michelangelo Buonarroti che lo ritrae nel Giudizio Universale, ma altrettanto celebre è il dipinto di Giambattista Tiepolo Martirio di San Bartolomeo.

Le sue reliquie furono largamente contese da numerosi imperatori, a causa della fama raggiunta fra i malati e gli ossessi. Nell’838 le reliquie giunsero a Benevento dove furono custodite gelosamente: nel 983, infatti,  l’imperatore Ottone II di Sassonia pretese la consegna delle reliquie, ma gli furono consegnate le spoglie di San Paolino proprio a testimonianza della forte devozione del popolo. Attualmente le reliquie sono ancora custodite nella Basilica di Benevento, in un sontuoso reliquario.

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