Volume parallelepipedo: formule e consigli per calcolarlo

di | 12 Ago 2020

La matematica ha diversi ambiti, ognuno dei quali studia un particolare aspetto di questa scienza affascinante. Tra queste troviamo la geometria solida, ovvero quella disciplina che, nell’ambito della geometria, si interessa dei solidi, ovvero dell’analisi di tutte quelle figure geometriche formate da punti tutti compresi in uno spazio tridimensionale.

I solidi, elementi caratterizzati da più dimensioni, posseggono diversi elementi che li distinguono dalle figure piane: tra questi segnaliamo le facce, gli spigoli, gli angoli e il volume, ovvero tutto lo spazio interno della figura. Oggi ci occupiamo, nello specifico, della figura del parallelepipedo, e delle formule necessarie per poterne calcolare il volume.

Che cos’è il volume del parallelepipedo

Il parallelepipedo rettangolo è una figura che appartiene alla geometria solida: si tratta di una particolare tipologia di poliedro, avente 6 facce piane poligonali e ciascuna faccia è un parallelogramma, chiamato esaedro.

In sostanza il parallelepipedo è una figura solida avente la forma di una scatola: se lo andiamo a visualizzare, infatti, è composto da 4 rettangoli e 2 quadrati, uno per ogni lato delle sue facce. Insieme al cubo, il parallelepipedo rettangolo è uno dei solidi più semplici da capire: proprio per questo motivo, nei percorsi scolastici, è tra i primi solidi studiati.

Di questo tipo di figura, secondo la geometria solida, è possibile calcolare diversi elementi, tra cui il volume: secondo la definizione che ci dà la scienza, il volume di una figura solida consiste nello spazio o quantitá di aria che essa racchiude. L’unitá di volume viene misurata in centrimetri cubici o cm3.

Come calcolare il volume del parallelepipedo

Per poter calcolare il volume di un parallelepipedo è possibile utilizzare due formule diverse. La prima è quella che calcola il volume come il prodotto delle sue dimensioni: per questo, si ottiene moltiplicando la sua lunghezza, larghezza e altezza. La formula, in questo caso, è V= (a)(b)(c).

La seconda formula, invece, va a ricavare il volume moltiplicando l’area di base e la misura dell’altezza relativa, ovvero V=A (h). Cerchiamo di capire meglio questa possibilità entrando nello specifico: dato che la base del parallelepipedo è un rettangolo, la moltiplicazione (a)(b) rappresenta l’area di base. Per questo motivo il volume è possibile scriverlo come V= A (h), ovvero come una moltiplicazione tra “A” (area di base) e “h” (misura dell’altezza relativa).

Assimilata la formula per ottenere il volume, di conseguenza possiamo ricavare anche le formule inverse per il calcolo dell’area di base e dell’altezza, ovvero rispettivamente “A= V/h” e “h= V/A“.

La matematica è una scienza esatta, certo, ma a volte può intimidire: bisogna farci “amicizia” prima di riuscire ad ottenere i risultati sperati. Il segreto, quindi, è di armarsi di pazienza, non farsi scoraggiare dai primi tentativi che magari non hanno successo, e provare fino a quando non si padroneggia il calcolo e non si ottengono i risultati sperati.

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