Anemone: significato e descrizione del fiore

di | 31 Dic 2020

I suoi petali sono morbidi e colorati, il suo aspetto è delicato ed elegante e la sua comparsa indica che è arrivata la primavera: parliamo dell’anemone, un delizioso fiore che sboccia nelle mezze stagioni e che di solito si trova anche in stato spontaneo nelle zone umide come il sottobosco.

Esistono oltre 150 specie differenti di anemoni, tutti ugualmente belli e tutti ugualmente fragili. Proprio per questa sua precaria bellezza, l’anemone ha ispirato storie e leggende, ed è diventato nel linguaggio dei fiori il simbolo della brevità delle gioie legate all’amore.

Le caratteristiche e gli utilizzi dell’anemone

L’anemone è una pianta che appartiene alla famiglia delle ranunculaceae, a cui appartengono circa cento specie diffuse in tutto il mondo, alcuni spontanee dell’Europa altre importante dal Sudafrica o dal Sud America.

Il nome anemone viene attribuito a Teofastro, che scelse questa parola che significa letteralmente “fiore del vento”: le corolle di questo fiore, infatti sono delicate e fragili, e facilmente vengono spazzate via da venti particolarmente intensi.

La grandezza dell’anemone può variare dai 15 cm a 1 metro, e la particolarità più bella della pianta è sicuramente il suo fiore: i petali sono morbidi, carnosi e di colore intenso. In natura di solito il colore dell’anemone è una sfumatura di bianco/rosa/violaceo, ma sono state create tutta una serie di specie ibride di fiore mirate appositamente dalla coltivazione.

Questi tipi di anemoni sono rossi, blu, fucsia, gialli, rossi, e sono particolarmente utilizzati per l’allestimento di giardini rocciosi e aiuole decorative. Ma la forza dell’anemone non è solo la sua bellezza: molte tipologie di anemoni – soprattutto l’Anemone nemorosa – sono spesso utilizzate in erboristeria e in omeopatia, per aiutare a combattere i sintomi di patologie come depressione, cistite, disturbi gastrici, otite e disturbi del sonno.

Miti, leggende e significati dell’anemone

La bellezza delicata dell’anemone, fin dai tempi più antichi, ha ispirato storie e leggende, legate sia al suo significato, sia alle ipotesi sulla sua origine.

Per gli antichi Egizi, l’anemone per esempio era un simbolo della malattia, mentre gli Etruschi lo dedicavano ai defunti: ancora oggi, le necropoli etrusche della zona di Tarquinia sono ricoperte di meravigliose distese di anemone coronaria dai petali azzurro pallido.

Sono i Greci che ci raccontano una splendida leggenda legata alla nascita di questo bel fiore: secondo la mitologia, infatti, Anemone era una ninfa bellissima di cui due venti si erano invaghiti, Zefiro il vento primaverile e Borea il vento di tramontana.

Per contendersi l’attenzione dell’amata, i due venti scatenarono bufere e tempeste che fecero ingelosire Flora, la dea della vegetazione: per vendicarsi, trasformò Anemone in un fiore e la legò per sempre ai suoi spasimanti, decretando che Zefiro l’avrebbe fatta schiudere, e Borea le avrebbe fatto disperdere in fretta i petali.

Da quel giorno l’anemone un fiore bellissimo ma di breve durata, e venne scelto per rappresentare la natura effimera dell’amore: secondo il linguaggio dei fiori, infatti, l’anemone è considerato simbolo dell’abbandono e dei sentimenti instabili.